lunedì 24 luglio 2017

Il buffet al matrimonio ovvero l’"undicesima piaga d’Egitto"?

Oggi, iniziamo una serie di guest post, ospitando la Wedding Planner e Wedding Blogger Marianna Addesso di charmeprblog.wordpress.com, che condividerà con noi e con voi il suo punto di vista divertente, ma molto calzante, sul buffet di matrimonio ed alcuni suoi "contro".


Il buffet al matrimonio ovvero l’undicesima piaga d’Egitto!

Nel mezzo del cammin di nostro ristorante, mi ritrovai per una tavola imbandita… con la prossemica totalmente ignorata!
buffet nozze
La prossemica, questa sconosciuta...
Un solo tavolo per un buffet messo lì a soddisfare orde di commensali affamati (per un assurdo assioma, lo stomaco umano autoproduce un buco stratosferico quando si trova davanti a un “cuoppo” di fritti) ed è subito caos. Ma torniamo a me e alla mia personale esperienza con l’ultimo buffet (che non è il titolo di una triste canzone di inizio autunno): mi incammino fiduciosa verso la zona piatti, ne prendo uno e mi accingo a riempirlo… patatrac! Avevo appena preso tra le mani una tartina quando vengo spintonata e la tartina caracolla sul tovagliato, ovviamente dalla parte della salsina. Onde evitare altri spiacevoli incidenti, che mi avrebbero trasformata da distinta invitata a camionista un tantino meno distinto, prendo la prima cosa a portata di forchetta e scappo al mio tavolo. Peccato che abbia “inforchettato” l’unica cosa che odio nell’intero universo dei fritti: l’oliva all’ascolana. Insomma, un incubo!
E’ ufficiale: non siamo pronti per il buffet! Vogliamo essere serviti e riveriti, vogliamo rientrare a casa, dopo un ricevimento, stanchi e sudaticci e vogliamo contare le macchie sul vestito, probabilmente causate dal cameriere distratto e vantarcene come fossero ferite di guerra. Sì, essere invitati a un matrimonio o a un qualsiasi altro ricevimento che coinvolga parentado più o meno simpatico, è anche questo… la soddisfazione di avere ottenuto macchia più grossa. Magari sei lì, in lavanderia (ed è passato solo un anno da quando hai indossato quell’abito, che ormai cammina da solo nella cabina armadio) e magari incontri un’altra disperata, reduce come te di quello stesso evento conviviale e subito vi ritrovate a confrontare le macchie sui vostri abiti <<Questo è il sugo del secondo primo… era buono, però!>> Abbiamo ormai sdoganato i matrimoni gay (God save the Queen!), la confettata, il photo booth e persino il tableau de mariage, ma sul buffet abbiamo ancora da lavorare. Da wedding planner ammetto che c’è poco da “plannizzare” quando si tratta di ‘magnà’. Possiamo abbattere i tempi morti, fare in modo che la sposa compia il primo passo verso l’altare in perfetto sincrono con la Marcia, ma ancora non possiamo garantire che davanti a un buffet tutti mangino tutto e tutto segua un ordine perfetto. Il tovagliato non sarà immune da macchie nefaste ancora per tanto, tanto tempo. In fondo, però, anche questo è il bello. Mettere un po’ di sano ordine organizzativo in un evento fa solo che bene, ma non siamo mica dei robot. … altrimenti, poi, il materiale per il filmino da guardare negli anni avvenire da dove lo prenderemmo? Viva, dunque, il buffet disorganizzato e le orde di commensali come novelle cavallette pronte a sfidare la calca per accaparrarsi la tartina più ‘glamourosa’ (e che sarà sicuramente quella più insipida e insapore!).
L’undicesima piaga d’Egitto prende vita lì, davanti a un tavolo imbandito.

Ringraziamo Marianna Addesso per aver condiviso con noi questo simpatico racconto della sua esperienza personale di invitata e wedding planner.