giovedì 19 maggio 2016

Real Wedding - Un classico grande amore e un matrimonio neoclassico

E’ il 13 settembre 2015 il gran giorno di Silvia e Riccardo, lui informatico lei insegnante di storia dell’arte in un liceo, da anni Silvia sogna questo momento dove unirà  le sue due grandi passioni: l’amore per  il fidanzato e per l’arte.
Vivono a Firenze  e per questo Silvia si sente fortunata. Le vediamo prepararsi, con calma, tutta l’ansia e la fretta che trasmetteva nei giorni precedenti al matrimonio sono svaniti nella consapevolezza che adesso.
Il più e fatto, il momento è arrivato e a lei non resta che cogliere uno dei giorni più felici della sua vita , come fosse un frutto maturato al sole.
Indossa il suo abito stile impero bianco panna che mette in risalto la sua figura slanciata le scarpe rigorosamente basse e il velo lungo fino ai piedi. Una vera sposa neoclassica, perché il matrimonio deve richiamare alla mente quel periodo in cui Napoleone metteva tutto a ferro e fuoco ma la moda si richiamava alle linee essenziali pure e armoniose dell’antica Grecia, il periodo amatissimo dalla nostra sposa.
La Cerimonia si celebra nella piccola chiesa di Santa Maria a Quarto sulle colline di Firenze, la tipica chiesa di campagna raccolta e accogliente.  Chiediamo alla mamma della sposa, la signora Franca, come si sente “Emozionata felice perché tutto è come Silvia ha sempre sognato e la vedo raggiante” risponde.
Rivolgiamo a Silvia la stessa domanda e lei ride mostrando quelle fossette che hanno fatto innamorare Riccardo “stranamente calma, io che di solito sono sempre così frenetica, oggi proprio oggi mi sento tranquilla e fiduciosa” “davvero tutto quello che hai organizzato oggi corrisponde ai tuoi sogni di sempre ?” “si ogni singolo dettaglio” Risponde felice Silvia che  lasciamo  alla sua  serena quiete e raggiungiamo lo sposo.
Si sono invertiti i ruoli, Riccardo sempre così pacato è invece piuttosto agitato. Ci saluta cordialmente, alto , imponente e già inserito nel suo doppiopetto da dandy neoclassico, un abito  attillato con panciotto e risvolti ampi della giacca sullo stile Lord Brummel.  Gli chiediamo  come si sente nella sua nuova versione ottocentesca, risponde convinto : “ È uno stile che amo e che ho adottato non solo per fare contenta Silvia e mi sento a mio agio” lo rassicuriamo che l’agitazione che sente è tipica  di ogni sposo e lui ride divertito “Sinceramente non avrei mai pensato, sono io il razionale della coppia quello che ha sempre cercato di calmare le ansie di silvia , vedi come si cambia”
Tra chiacchere e rassicurazioni accompagniamo lo sposo in chiesa dove raggiunge l’altare , Silvia ancora non si vede, possiamo ammirare l’allestimento perfetto. Il colore dominante è il bianco, mazzolini di mughetti e margherite adornano i banchi della chiesa, gigli enormi trionfano sull’altare... l’emozione è forte e palpabile quando arriva silvia, nascosta dal suo velo lunghissimo e imponente, seguita da  tre piccole damigelle che la seguono lanciando petali mentre lei con il padre percorre la piccola navata.
Scorgiamo una lacrima scendere dagli occhi di Riccardo, non si aspettava tanta bellezza forse? Oppure la tensione sta lasciando il posto alla gioia?

La cerimonia ha inizio, molte le letture che il parroco ha affidato alla voce degli amici della coppia. Molti  i momenti emozionanti, la lacrima di Riccardo , il sorriso raggiante di silvia, i genitori dello sposo che piangono sommessamente, finché il tutto si avvera: i due fidanzati sono diventati finalmente marito e moglie e si può festeggiare.
stibbert firenze location
La festa sarà in un luogo insolito, il museo Stibbert di Firenze. L’amore per l’arte di Silvia si è tradotto in  un pranzo al museo, i soldi dell’affitto spesi per abbellire questo luogo di cultura, conosciuto da ogni bambino e adulto fiorentino. Questo museo  di armature antiche creato da  di Frederick Stibbert , nato ai primi dell’ottocento, un inglese di madre toscana che in questa villa alla fine dell'Ottocento unica per ricchezza, internazionalità e scenograficità riunì   armature   risalenti per lo più al Cinque e Seicento. Cavalieri turchi ottomani,  indiani,  giapponesi  e scenografiche armature appartenute agli ultimi samurai .
E in questa cornice gli sposi scattano il loro servizio fotografico mentre gli invitati anziché rimanere a troppo a lungo immobili ad aspettarli sono condotti per il museo con visite guidate predisposte per loro.
Sentiamo i genitori in partenza per la visita guidata “che effetto fa vedere la fede al dito del proprio figlio?” risponde il padre della sposa “viene da piangere dall’emozione” e detto questo tira fuori il fazzoletto.
Bellissima la limonaia con vetrate ottocentesche dove si tiene l’aperitivo e dove si ballerà nel pomeriggio, addobbata di fiori bianchi e impreziosita da una tenda bianca di seta che conferisce alla stanza un’aria davvero fuori dal  tempo.
  Il Pranzo si terrà invece all’interno del museo nella sala del pianterreno , dove campeggiano margherite e coccarde di seta preziosissime. Pranzo allietato da poesie, brindisi e il ricordo di chi non era più tra noi ma sempre presente nei cuori. Leggiadra Silvia che ha mantenuto il suo sorriso imperturbabile senza eccessiva emozione o agitazione, Tenero Riccardo che continua ad essere il più emozionato tra i due.
Come accade spesso i nostri sposi non mangiano niente ma girano per i tavoli, 15 per l’esattezza , apparecchiati con un servizio di porcellana bianca e  blu in stile impero, Si accertano che i loro ospiti siano stati bene ed abbiano gradito le visite guidate e organizzate per loro.
Gli ospiti hanno gradito eccome e tra i commenti che cogliamo a caldo, ci sono molti apprezzamenti per le armature giapponesi che hanno scoperto , alcuni di loro per la prima volta. Armature che ritornano nelle bomboniere che gli sposi hanno preparato per i loro invitati, piccoli guerrieri giapponesi in miniatura stazionano ignari nel tulle color avorio che gli ospiti accarezzano maneggiando le bomboniere.
Arriva la torta , una millefoglie addobbata di grandi rose bianche in zucchero filato dal gusto delilcato e superbo allo stesso tempo. Brindisi e lancio del bouquet, rose bianche, mughetti margherite intrecciate ad edera dalle diverse tonalità di verde. Silvia si accinge al gran lancio   divertita, la fortunata  e è una ragazza molto giovane  che declina l’offerta pur apprezzando la composizione floreale.
Di nuovo nella limonaia dove si aprono le danze con la colonna sonora degli sposi , eseguita da duo “Nota del cuore” una cantante e il suo musicista vestiti di bianco e che ricordano per la posa solenne alcune statue del Canova.
La canzone dei nostri sposi è “ Come Musica ” di jovanotti. Niente a che a vedere con il neoclassicismo, ma vogliamo concedere un tocco di modernità a questa coppia splendida che sono sempre e comunque ragazzi dei nostri tempi?
Balli canti e brindisi ancora e un video che ripercorre la loro storia a bordo pista proiettato su un grande schermo, tirato fuori a sorpresa. Infine  li lasciamo che è scesa la sera, ma il sipario sul loro matrimonio non calerà mai, questo è sicuro.

Ringraziamo la Reporter di Nozze Valentina Roselli per aver condiviso questo bellissimo Real Wedding da lei raccontato, con noi e tutte voi, future spose italiane!